Piccole note di una gasista perplessa

Fino a un po’ di tempo fa sarei andata quasi certamente all’Ipercoop senza troppi problemi. Oggi non ci riesco più, e fare la spesa mi sembra un modo fondamentale per rivendicare la mia libertà di scelta. Evito la grande distribuzione e preferisco cercare produttori con cui stabilire un rapporto diretto. Potremmo definirlo un tentativo di andare verso la sovranità alimentare (“la sovranità alimentare è il diritto dei popoli ad alimenti nutritivi e culturalmente adeguati, accessibili, prodotti in forma sostenibile ed ecologica, ed anche il diritto di poter decidere il proprio sistema alimentare e produttivo”).

Tempo fa, dovendo comprare del miele d’acacia, ho cercato di capire se ci sono apicoltori vicino a noi e che siano orientati alla produzione biologica (qui qualche idea di cosa voglia dire fare miele biologico).

Ho deciso di comprare da ‘Il fiore del Moso’, che è anche un fornitore Gas.
Ogni 15 giorni li trovo la domenica mattina in via Verdi, al mercato contadino della Coldiretti.
Trovo più interessante e simpatico comprare direttamente: posso chiedere a Gabriele notizie sulla stagionalità del miele o sull’eventuale riciclo dei vasetti, posso instaurare un rapporto di fiducia e capire perché pagare 7 euro ½ chilo di prodotto.
Comprare attraverso l’ordine Gas mi priva di tutte queste cose (e non mi conviene nemmeno dal punto di vista economico!!).
Che ne dite?

admin

2 pensieri su “Piccole note di una gasista perplessa

  1. In realtà credo che per l’acquisto di alcuni prodotti locali ciò che suggerisce Elena avvenga già. Vedi miele al mercatino o presso il produttore (a Romanengo c’è anche il miele Zipoli bio certificato) e ortaggi di Manenti presso il mercato ortofrutticolo di via Macello. C’è il rapporto diretto col produttore e, in fondo, è anche più comodo e meno frenetico perché non ci sono i tempi rigidi legati alle consegne del GAS.
    L’idea di abbandonare la spesa alla coop per me è ancora troppo ‘sovversiva’ anche se riconosco che farebbe bene a tutti abituarsi ad una spesa più semplice, genuina, controllata ed etica.
    Faccio fatica a capire come si possa conciliare la mancanza di tempo (chi ha famiglia e lavora deve fare i conti anche con questo problema) con un modo di fare la spesa in luoghi diversi che non siano il supermercato (dove trovi tutto nello stesso posto e dove puoi andarci liberamente negli orari che vuoi) o attraverso il GAS (che comunque, inevitabilmente e giustamente, richiede il rispetto di certi orari).

    1. Ciao Mariateresa, scusa se ho tardato a risponderti. Ho delle idee un po’ diverse dalle tue su come fare la spesa, sulle priorità in una vita familiare…
      anch’io ho famiglia, genitori anziani da accudire, figlio da mantenere agli studi etc.etc.anch’io come te, fino a poco tempo fa facevo la spesona settimanale alla Coop.
      Adesso ho cambiato abitudini…ma sono scelte che vengono spontaneamente, non le possiamo fare perché qualcun’altro ce le suggerisce…quindi continua come stai facendo e segui le tue convinzioni…sarebbe bello parlarne, ma questa forse non è la sede né la modalità più adatta………

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